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Intervista a Maurizio Boni - Interprete in Oversound a TEDxBergamo

In questa intervista l'interprete Maurizio Boni ci spiega cos'è la tecnica dell'oversound, usata in occasione di TEDxBergamo.

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D: Ciao! Puoi presentarti?
R: Sì, buongiorno. Io sono Maurizio Boni e sono interprete di simultanea.

D: Qual è il tuo compito oggi qui a TEDxBergamo?
R: Oggi siamo qua per tradurre in simultanea dall'inglese all'italiano e anche viceversa, dall'italiano all'inglese.

D: Bello! Quindi stai in cabina e fai una traduzione simultanea di quello che dicono.
R: Esatto, questo è il nostro ruolo di oggi. Abbiamo il nostro impianto, il nostro dispositivo per tradurre in simultanea tutto il convegno.

D:Bene, e ci puoi invece dire che cos'è questa modalità che si sente, la modalità oversound?
R: Sì, la modalità oversound viene chiamata anche doppiaggio, ma assolutamente non è un doppiaggio. Noi ascoltiamo, sentiamo i relatori direttamente in cuffia, traduciamo in simultanea, ma senza l'utilizzo delle cuffie per il pubblico, nel senso che il pubblico in sala sente direttamente la voce dell'interprete, amplificata col sistema di amplificazione della sala.

D:Sì, quindi in fondo l'oversound è un doppiaggio come quello dei film.
R: Eh no, attenzione. Il doppiaggio prevede la lettura di un testo che è già stato redatto, corretto. Noi cerchiamo di fare qualcosa di più, di diverso. Traduciamo in simultanea, oggi dall'inglese all'italiano e anche dall'italiano all'inglese, tentiamo di doppiare, ma non abbiamo un testo scritto. E' tutto frutto del nostro lavoro e di un ragionamento cerebrale fatto in diretta.

D: Ah, ho capito. Quindi credo che la posizione migliore per l'interprete quando lavorate in modalità oversound non sia la cabina, ma sia stare vicino al relatore, così vi coordinate.
R: E' anche questa una falsa credenza, nel senso che non necessitiamo di stare per forza di cose vicino al relatore perché appunto sentiamo la voce di chi parla in cuffia. Noi preferiamo francamente stare abbastanza lontani per non dare fastidio al relatore che si può concentrare. Solitamente siamo in fondo alla sala, da cui vediamo meglio anche l'eventuale Power Point.

D: E quali sono i vantaggi di utilizzare questa modalità rispetto alla classica simultanea?
R: Credo siano fondamentalmente per il cliente. Credo si abbattano i costi di noleggio delle cuffie per il pubblico e in alcuni casi penso sia impossibile fare un'interpretariato simultaneo se il pubblico è troppo numeroso: mi vengono in mente casi in stadi, palazzetti dello sport o addirittura in piazze o vie all'aperto.

D: E invece quali possono essere gli svantaggi?
R: Lo svantaggio, beh, bisogna fare due parole con il relatore prima che inizi a parlare, per dire che non sentirà la sua voce in sala ma sentirà appunto quella dell'interprete. Volendone trovare un altro se avete del pubblico ad esempio inglese o anglofono in sala che vuole ascoltare il relatore che parla inglese, in quel caso verranno distribuite poche cuffie a quelle persone e non magari decine o centinaia di cuffie al pubblico italiano per sentire la traduzione dall'inglese all'italiano.

D: Tutti gli interpreti che fanno simultanea possono operare anche in oversound?
R: Beh, sicuramente non c'è nessun limite mentale o fisico. So che alcuni colleghi non accettano. Credo che ci sia forse un impatto più diretto con il pubblico, un discorso di controllo dell'emotività. Se fatto bene, come tutte le cose, credo che la tecnica oversound sia una novità che colpisca favorevolmente il pubblico, sì.

D: Quindi tu sei uno di quelli bravi eh? A questo punto non vediamo l'ora di vederti all'opera!
R: Io ti ringrazio, mi faccio da solo in bocca al lupo e l'eventuale applauso per gli interpreti, ma anche per gli attori, eventualmente sempre e solo alla fine dell'opera, mai prima.

Grazie!
Grazie a voi.

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